Su http://pinavarriale.blogspot.com/ la prima "lezione" del corso di scrittura creativa: scrivere per pubblicare che la sottoscritta effettua ogni lunedì dalle 17.00 alle 18.30 presso la Fondazione Umaniter, sede di Napoli. La sezione dedicata agli elaborati dei corsisti (anche quelli on line) sarà presente su: http://raccontimagnetici.splinder.com Buona lettura e... buon lavoro!
Da oggi, chi fosse ancora interessato a leggere i miei post, potrà trovarmi al seguente indirizzo: http://pinavarriale.blogspot.com Grazie a tutti quelli che mi hanno seguito finora con pazienza e affetto
È da poco uscito il suo romanzo I bambini invisibili che affronta il tema dei ragazzini rom, solo un anno prima aveva pubblicato il premiatissimo Ragazzi di camorra, Pina Varriale è una scrittrice per ragazzi che non rifugge i temi “scomodi” e difficili. Tutte storie che fanno pensare, che chiedono di cambiare sguardo. «Cerco sempre storie vere»- dice Pina Varriale - «Il primo libro che ho pubblicato raccontava la Seconda Guerra Mondiale, poi ho scritto un romanzo sulle quattro giornate di Napoli i cui fatti ho ricostruito dai racconti di mio padre oltre che da un’accurata documentazione. In Quando la luna diventa saracena ho invece raccontato gli attacchi dei saraceni nel sud Italia nel ducato di Napoli, raccontando il Seicento dopo Cristo attraverso gli occhi di un ragazzino». Come nasce l’idea di una storia da raccontare? «Molto spesso l’idea di una storia nasce da una immagine, da una emozione profonda e fortissima. Per “I bambini invisibili” è successo qualcosa di simile, ho visto per strada una famiglia Rom che faceva la “spesa” nei bidoni della spazzatura con una allegria e una serenità che mi hanno lasciato esterrefatta. Mi sono domandata allora chi fossero davvero i Rom, da qui è nato il desiderio di approfondire la conoscenza di queste persone. Tuttavia, se è vero che molte delle mie storie nascono da una emozione, è altrettanto vero che la realtà, in tutti i suoi risvolti e le esperienze vissute in prima persona, come nel caso di “Ragazzi di camorra”, sono gli elementi determinanti per indurmi ad approfondire l’argomento di cui tratto poi nel romanzo.» Quanto approfondisci, cerchi di conoscere o vivere la realtà di cui poi parlerai nei tuoi libri? «Dietro tutte le storie che racconto c’è sempre un grande e accurata ricerca che mi consente di comprendere aspetti e fatti di un determinato periodo storico o di un particolare problema. Spesso, alla documentazione raccolta, va ad aggiungersi l’esperienza personale che di sicuro mi aiuta molto nella stesura del romanzo. Mi piace anche,quando è possibile, ascoltare dalla viva voce dei testimoni il racconto delle loro esperienze, a questi “ingredienti” aggiungo infine il desiderio di raccontare nel modo più semplice possibile delle realtà che, altrimenti, continuerebbero a essere incomprensibili.»da: http://www.sestaluna.eu/ita/Interviste/I-temi-scomodi-di-Pina-Varriale
I temi scomodi di Pina Varriale
Voglio ricordarti così, con quel sorriso meraviglioso che partiva dall'anima e illuminava il tuo viso. Voglio pensarti come eri quel giorno, quando ti ho incontrata per la prima volta: un raggio di sole nel grigio dell'esistenza. Voglio ricordare di te la gioia di vivere, l'allegria, la forza d'animo, il coraggio, la determinazione, le tue pacifiche proteste per un mondo migliore. Voglio che tu non veda le mie lacrime e il dolore terribile che mi ha sconvolto. Due righe di una mail per dirmi che non ci sei più. Stamattina non ti sei svegliata. Non riesco a crederci, non so farmene una ragione. Perdonami. Vivi qui, nel mio cuore, per sempre.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, Evitiamo la morte a piccole dosi, (Pablo Neruda da "Ode alla vita")
chi non si lascia aiutare,
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna
o della pioggia incessante.
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Varriale: Ragazzi di Camorra - Matteo così l'ha fatto suo Come al solito Matteo sa cogliere fra le righe le cose veramente importanti. Sa farle sue e sa riproporle ai suoi lettori in modo stimolante. Questa volta ha saputo fare tutto ciò su di un libro che tutti i giornalisti di Lucignolo devono conoscere. Il libro di Pina Varriale “Ragazzi di camorra” della casa editrice “Il battello a vapore” pubblicato nel 2007 è un libro giusto per ragazzi della nostra età. Il protagonista è Antonio. Altri personaggi sono Arturo, Bruno, Genni e l’Inglese. Il libro parla di Antonio che ha tredici anni e dopo il matrimonio di sua sorella Letizia si trasferisce a Scampia, un quartiere di Napoli. Il cognato di Antonio si chiama Bruno e lo obbliga ad entrare nella camorra. In questa criminalità si fanno spacci, furti ed estorsioni. A Scampia tutto questo é normale. Antonio, invece, spera ancora in un’ altra vita. E, proprio quando si sta guadagnando la fiducia dell’Inglese, uno dei capi della camorra, conosce Arturo, un insegnante che tenta di far conoscere ai ragazzini del quartiere un modo di vivere legale. Iniziando a frequentare il suo ”rifugio”, Antonio scopre quella infanzia che gli era stata rubata. Ma alla camorra non piace che i suoi ragazzini vadano in questo posto e allora decidono di dar fuoco al rifugio. Dopo che vede tutto distrutto, Antonio capisce che l’unico modo per salvarsi la vita è ricostruire il “rifugio” e sperare in una vita diversa. Il linguaggio usato dalla Varriale è semplice, e anche per questo il libro è molto bello. Soprattutto molto interessante. Questo libro è così interessante che anche gli adulti lo dovrebbero leggere. Ci fa conoscere com’ è la vita di un ragazzino costretto a diventare un delinquente e come alla fine si possa cambiare, a volte anche grazie ad una sola persona che si interessa a chi ha bisogno di aiuto. da: http://www.newstin.it/tag/it/138051050
da: http://raccontimagnetici.splinder.com L’associazione P.O.E promuove: “Un E-Book per un Natale diverso”. dark 44
“Giovanni aveva un desiderio da soddisfare, uno solo: poter camminare a piedi scalzi sulla sabbia della battigia.
Aveva tante volte guardato il mare da lontano, qualche suo amico si era prodigato nello sforzo di spingere lui e la carrozzella, sulla quale era immobile da anni, ma non conosceva la sensazione che i minuscoli granelli di sabbia procurano quando entrano tra le dita dei piedi…
Quel Natale però…”.
Storie di ordinario disagio, quando il Natale è vissuto lontano dalla presunta normalità dell’altro, quando anche riuscire a costruire un piccolo presepe elargisce un pizzico di allegria, quando non è il danaro a dare la felicità e quando Babbo Natale non porta i doni a tutti i bambini.
Storie che annaspano sulla salita ripida del consumismo e si fermano davanti allo squallore di un albero troppo alto per appendervi l’angelo sulla cima.
Potete inviare i vostri racconti direttamente nel sito P.O.E. oppure all’indirizzo di posta elettronica progetto.poe@gmail.com entro il 10/12/2009. I migliori racconti saranno raccolti in un E-Book e, a richiesta degli autori, potrà essere realizzata una pubblicazione cartacea.
Vi aspettiamo numerosi.
da: http://www.chronica.it/2009/08/16/giovani-lettori-sotto-lombrellone/
ROMA - “I bambini invisibili”, il romanzo per ragazzi dagli undici anni, Pina Varriale ci racconta l’indifferenza quotidiana verso i nomadi attraverso gli occhi di Sevla, una bambina gagè (nomade) quasi adolescente che si sente invisibile. Sevla vive nella sua comunità e parla una lingua diversa dai bambini che frequenta a scuola, la saggezza del suo popolo non sta nei libri che vogliono insegnarle a leggerle, ma nelle parole di Papo Mirko, il nonno. Ne “I bambini invisibili”, un romanzo dal linguaggio scorrevole ed accattivante, la diversità emerge quando un progetto didattico tenta di inserire nella scuola italiana i bambini Rom, tra questi bambini ci sono Sevla e suo fratello. La protagonista tenta di fuggire da quel mondo falso e pieno di ipocrisia quale la scuola e, durante una fuga, incontra Vanda, una donna che con le sue stranezze avvicinerà Sevla al popolo italiano. Curiosità e avventura spingono Sevla oltre i confini del suo campo nomade e con la sofferenza e la forza d’animo la bambina riuscirà a scoprire il mistero di Vanda e i molti perché della sua “invisibilità”. Un racconto forte, di una veridicità quasi impressionante viene narrato con semplicità per avvicinare i ragazzi alla lettura e per spingere tutti a vedere oltre l’apparente “invisibilità”. (”I bambini invisibili”, Pina Varriale, Piemme, 2009, 118pp.)
Micro-brividi e grandi emozioni: la nuova iniziativa dei Crazy Dreamers
Per quelli, tra voi, che amano cimentarsi nei giochi letterari, vi segnalo l'ultima iniziativa dei Crazy Dreamers: i micro-brividi. Pensate di poter scrivere un thriller,un horror o un mainstream in trentotto parole? Oppure in sedici o addirittura in due? Allora avete trovato il posto giusto! Su http://raccontimagnetici.splinder.com pubblichiamo i vostri micro capolavori. Ma se avete romanzi o racconti da sottoporre all'attenzione della Redazione per una eventuale pubblicazione sul sito dell'Associazione P.O.E. (http://www.narrativaonline.it) scrivete a: redazione.poe@gmail.com. Buona scrittura a tutti!
C'è un bell'articolo sulla Stampa di oggi, una intera pagina, firmata da Flavia Amabile dedicata al nostro Emanuele Cerullo. Sì, proprio il nostro piccolo poeta, la mascotte del gruppo letterario Crazy Dreamers, quello che per tutta l'estate ci ha tenuto col fiato in sospeso con il suo racconto a puntate "Storia di una attesa" sul blog Raccontimagnetici. Un meritato riconoscimento e una grandissima soddisfazione per questo ragazzo napoletano, figlio di Scampia e autore, fin da giovanissimo (era ancora alle scuole medie) di una bellissima raccolta di versi. Giustamente la giornalista Flavia Amato parla di Emanuele come di un giovanissimo idolo anti camorra, perchè Scampia, per chi non lo sa, è anche questo: coraggio, forza, talento e generosità. I versi qui riportati, scritti da Emanuele Cerullo qualche anno fa, sono non solo emblematici ma, in qualche modo, sintetizzano in maniera eccellente, uno stato d'animo preciso e che non lascia spazio a dubbi o ambiguità: Voglio volare lontano dall'indifferenza di un mondo che non sa più amare ed è sempre più ostinato ad avere avere ed avere ancora. Voglio volare più su delle vele e gridare a tutti che basta spiccare un volo per conquistare la libertà. Solo per la cronaca, la raccolta di versi di Emanuele Cerullo (che oggi è impegnato nella stesura di un romanzo "beige", come ama definirlo lui) ha esaurito in breve tempo le cinquemila copie stampate a spese della scuola. Fu quella una sorpresa che gli fecero i suoi insegnanti, per noi oggi è la sorpresa (e il piacere ) di riconoscere in lui una speranza concreta per il futuro. Bravo, Emanuele. Vai avanti, come hai fatto finora. Stai già volando alto sopra le vele, il cielo è tutto per te, ti appartiene. Con affetto e stima Pina Varriale
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